La sala da pranzo francese è organizzata attorno a un principio fondamentale: il pasto è l'evento, e la stanza esiste per celebrarlo. Il lungo tavolo in rovere — segnato, cerato e caldo — è il palcoscenico. Attorno ad esso, un insieme volutamente eterogeneo di sedie invita gli ospiti a sedersi nel modo in cui si sentono più a proprio agio: poltrone alle teste per i padroni di casa, sedie più leggere sui lati, magari una panca per i bambini o per accogliere un ospite dell'ultimo minuto. Nulla si abbina perfettamente, e questo è esattamente il punto.
Sopra il tavolo, un lampadario trasforma la scena. I pendagli in cristallo diffondono la luce delle candele sul soffitto; un candelabro in ferro battuto proietta ombre suggestive sulle pareti. Il lampadario con dimmer permette di passare da un pranzo in famiglia all'insegna della luce — finestre aperte, sole che entra a fiotti — a una cena intima dove i volti risplendono alla luce soffusa e la conversazione si prolunga oltre la mezzanotte.
Lungo la parete, una credenza con ante a vetro custodisce la collezione di piatti della casa: faïence color panna, calici in vetro soffiato, una zuppiera ereditata dalla nonna. La tavola è apparecchiata con lino e fiori di stagione — nulla di prezioso, nulla che faccia temere agli ospiti di fare qualche danno. La sala da pranzo francese dice: siediti, mangia bene, rimani a lungo. Il cibo sarà semplice e buono. È la compagnia che conta.























